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Ho cominciato a scrivere su questo blog nel Gennaio del 2011. Due mesi prima che mi laureassi. Questo blog ha però poco a che fare con la mia laurea, ha semmai a che fare con il cammino intrapreso una settimana dopo l’ottenimento del tanto osannato pezzo di carta. Il primo scopo del blog era quello di informare il più alto numero di persone riguardo alle tante possibilità che  ci vengono offerte oggi per cambiare la nostra vita. Il viaggio è una di queste. Il viaggio in Australia è forse quella che ad oggi, va per la maggiore visto la facilità burocratiche per il visto (almeno per noi italiani) e la condizione economica australiana. Ma in questa scheda, non parlerò d’Australia ma di me stesso.

La cosa più importante che dovete sapere è che l’esperienza australiana ha segnato per sempre la mia vita. E’ difficile descrivere ad altri il suo reale significato, non è stato un semplice viaggio o una vacanza. E’ stato il sogno ricercato per una vita. Un sogno che ha preso propria forma, una forma improvvisa e inaspettata, diversa da tutte quelle di cui avevo letto o ascoltato. E’ questo il bello dell’Australia. Ogni esperienza è personalissima, è un anno di vita vissuta nel modo che più si preferisce. E’ un anno di libertà. Difficile parlare di libertà quando pochi l’hanno effettivamente vissuta. Questa è una parola largamente sovra utilizzata e, per questo, andrebbe usata con estrema cautela e senza troppa retorica. Non prendete quindi queste poche parole come sintomo di stupidità, usare parole senza conoscerne il significato, o per retorica, si usano paroloni come “libertà” e “felicità” spesso per coprire un contenuto vuoto. L’Australia è ad oggi questo, libertà.

Chi sono?

Una persona è, secondo me, definita dai suoi rapporti sociali e dalla sua esperienza. I rapporti sociali, che poi sono determinati dall’ambiente in cui uno vive, possono essere dedotti dalla sua libreria. Non molti leggono, però per coloro che lo fanno penso sia abbastanza vero. A fin dei conti, uno sceglie di leggere un libro invogliato da amici, da discorsi fatti con il padre, da discussioni alla televisione o a scuola. Se uno legge abbastanza si possono quindi evincere tutti gli argomenti che più lo hanno influenzato.

Il primo libro che lessi fu Siddharta di Hermann Hesse. Un classico, molto diverso dagli altri scritti dello stesso autore, che a molti potrebbe non colpire particolarmente. A me, tuttavia, ha lasciato un segno indelebile. E’ stato probabilmente uno delle ragioni per il mio amore per l’oriente e per il mistero. Quel libro ha alimentato la mia curiosità e la voglia di conoscere. Poco dopo sono stato colpito da un altro grande dell’800: FëdorDostoevskij. Il suo nichilismo (e quello russo in genere) ancora oggi influenzano pesantemente il mio pensiero. Ogni pensiero e\o comportamento era raffigurato nei suoi personaggi, dall’onore alla vanità, dalla viltà all’avarizia. I suoi scritti riescono a cogliere i sentimento che i giovani di solito provano, la sensazione di invulnerabilità tradotta in perseguimento delle proprie passioni e dei propri sogni.  Dostoevskij mi ha probabilmente insegnato questo: non esiste una buona o una cattiva strada e soprattutto nessuno t’impone di sceglierne una.

Sono sempre stato un amante del viaggiare. E’ incredibile che già all’età di 15 anni, quando magari i ragazzini pensano al più andare a ballare in discoteca, io già sognavo di viaggiare in qualche remoto posto del mondo. La mia passione, parte dalla passione per il diverso e di capirne i suoi profondi misteri. Come mai le persone agiscono così differentemente le une dalle altre, mentre in altre cose siamo perfettamente uguali? Perchè ci sono costanti nella storia (come la guerra e la povertà)? Cosa ci ha reso a noi ricchi, e cosa significa esserlo? Perchè ad oggi ci sono così tante differenze di ricchezza sia all’interno dei paesi che tra i paesi stessi? Domande così importanti spesso lasciate senza risposta. Il viaggiare significava ovviamente cercare di capire quest’aspetti e cosa effettivamente c’era di diverso. Volevo insomma capire il mondo e le persone che lo abitavano  Mi ricordo uno dei primi saggi letti,tentava di dare una risposta a queste domande. Il libro di J.Diamond si chiamava “Armi, acciaio e malattie” e, ovviamente, ne consiglio la lettura a tutti. Il libro dava una risposta ad alcune delle cose che cercavo. Magari imprecise o perfettibili, ma perlomeno quel libro mi ha fatto capire che come me esistano persone che si fanno le stesse domande e che esistono migliaia di libri che cercano di dare risposte ad ognuna di esse. Così ho deciso d’iscrivermi all’università e di prendere un curriculum che mi avrebbe aiutato a capire le infinite sfaccettature del mondo in cui viviamo.

Una volta laureato, mi ero però ben reso conto, che nonostante le mie conoscenze didattiche, poco o niente conoscevo della realtà intorno a me. In realtà, non sono l’unico. Ancora oggi conosco molti ragazzi che vivono fuori da ogni realtà, spesso studenti universitari, ma anche lavoratori. O meglio sarebbe dire, scusate se sono stato impreciso prima, che molti vivono nella loro ristretta realtà e non sono in grado, o non vogliono, mai entrare in contatto con altre. Sebbene si possa vivere felici in questo modo, purtroppo, difficilmente potremmo analizzare la nostra qualità di vita e capire veramente quali sono i nostri desideri. Come si fa infatti a capire cosa veramente si vuole, se non si conoscono le alternative? Per questo motivo ho voluto prendermi tutto il tempo necessario per vedermi un posto che mi piaceva, l’Australia, per impararmi una lingua utile per la mia carriera, appunto l’inglese, per lavorare e mettermi da parte sufficienti soldi per vivermi quel continente e soprattutto per viaggiare in Asia, dove avrei potuto relazionarmi ad una realtà completamente differente da quella a cui ero abituato.

Ma questa è tutta un altra storia. Una storia che ho avuto il piacere di raccontare nel mio vastissimo blog.

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