Overseas, Erasmus: un modo per studiare all’estero


Berk5

Negli ultimi mesi , il mio unico appiglio ad un viaggio di lunga durata all’estero si è scoperto essere uno dei programmi scambio solitamente offerti dall’università, l’Erasmus per i viaggi in Europa, l’Overseas per quelli extra-europei.

Tutti conoscono bene o male cosa significa fare l’Erasmus e sinceramente, alla mia età, non ne sono neanche così emozionato. Si tratta di riunire in un unico posto, studenti in vena di alcolizzarsi proveniente da univeristà in giro per l’Europa. Non ho mai capito sinceramente il viaggio-divertimento. E’ forse un mio limite, ma mi suona veramente brutto che per doversi divertire uno debba per forza allontanarsi da dove vive, e soprattuto, mi sembra veramente brutto che per farlo debba spendere ingenti somme.

Qui di seguito, vi riporto quelle che sono le informazioni raccolte nell’ultimo anno riguardo alla possibilità di questi programmi studio, con particolare riferimento all’ Università di Bologna.

Overseas

L’overseas è un programma di scambio previsto dall’università di Bologna. Sebbene esistono programmi simili anche in altre università italiane, nessuno ha, per numero di posti e qualità degli scambi, un offerta simile a quella bolognese. Per capirci tra le università possibili ci sono la Berkeley, l’University of Chicago e la  University of Melbourne. Si può andare quasi ovunque, dall’America latina (Brasile, Argentina, Cile) all’America del nord (Messico, Usa, Canada), dall’Australia al Giappone. La quantità di posti disponibile è 200 circa. A vederla così sembra molto bello, tantissimi posti e tutte destinazione belle e qualificanti. La realtà è però un altra. La borsa infatti riguarda tutte le facoltà all’interno dell’Università di Bologna, per cui quei 200 posti che possono sembrare tanti, in realtà, rispetto alle domande che ogni anno vengo fatte (credo intorno alle 800), sono relativamente poche.

La selezione all’interno del bando overseas avviene in base a tre criteri: media, lettera motivazionale e  referenze, oltre che ad un colloquio dove richiesto. La certificazione di lingua non è considerata una discriminante ed è perlopiù un requisito per aver accesso a determinate domande.  Le mete a disposizione sono numerose, le più ambite di solito rimangono quelle degli Stati Uniti, soprattutto almeno nell’anno scorso quella della California, del Wisconsin, Philadelphia. In Canada, Vancouver e Montreal. In America Latina le mete per il Brasile sono solitamente molto gettonate, soprattutto quelle a Rio. In Australia, probabilmente città come Melbourne e Sydney sono le più richieste. Per queste mete, la media è fondamentale! Il caso della California è secondo me emblematico. Ci sono 30 posti a disposizione e fanno spesso domanda in oltre 100. Uscite le graduatorie quelli ad essere presi di solito avevano una media superiore al 28,5; spesso nel caso di studenti magistrali gente laureata tutti con 110 e lode. Essendo, infatti, lettera motivazionale e referenze più o meno uguali in tutti gli studenti, quello che alla fine fa la differenza è la media. Vi consiglio quindi nel caso non abbiate questi voti di non fare neanche domanda per questi posti, in quanto rischiereste probabilmente di sprecare un posto per una meta più accessibile.

La referenza sinceramente serve a poco. Sanno tutti che i professori hanno dei modelli pre-impostati e quindi non si capisce bene come poi vengono valutate. Magari in base al nome del docente, ma dubito che il referente dello scambio sia a conoscenza di tutti i professori di tutti gli ambiti disciplinari, mentre per la lettera motivazionale vi lascio la mia domanda. Non scopiazzatela troppo e considerate che comunque non ho vinto il bando (comunque ho letto domande di persone che hanno vinto e di certo in qualità non erano superiori, forse però meno prolissi).

– Scarica qui ->   Sample 1 –

La scadenza della domanda è di solito intorno al 15 Novembre e un mesetto dopo escono le graduatorie. Non tentate il suicido subito appena avuto il risultato. Le graduatorie infatti scalano e anche di molto. In California quelli posizionati sotto il 50esimo hanno ancora chance. Houston un mio amico ha vinto nonostante fosse quinto o sesto(quindi cinque hanno rifiutato o vinto qualcos’altro). Ripeto nonostante questo, non è così scontato essere presi e la faccenda ha comunque notevoli risvolti negativi. A tutti piace l’idea di andare a studiare a Berkeley o in un campus americano, però i visti e la burocrazia è immane (per cui perderete molto tempo nel secondo semestre) e le spese sono molto alte (per cui consiglio personale, sebbene faccia sempre curriculum un esperienza del genere, se non siete proprio benestanti io rinuncerei alla destinazione ‘tanto per partire’). Insomma, se il vostro scopo è solo quello di cambiare aria e università per un po’, vi consiglio di tenere seriamente in considerazione l’erasmus.

Erasmus

Su questo tipo di scambio esistono svariate fonti su internet quindi non mi dilungo troppo in guide particolareggiate. Più o meno vale lo stesso discorso degli scambi oltre-oceano con la differenza che di solito viene data più importanza alla lingua. In paesi non anglofoni spesso è presente un colloquio di lingua oppure dei test da fare ai CLA. C’è da dire che per alcuni paesi questi test sono una barzelletta. I paesi dell’est o penso anche la spagna dovrebbero non essere impossibile. Alla fine alcuni posti non vengono ricoperti, quindi se uno vuole veramente andare (soprattutto in magistrale) essere presi è veramente una formalità. E’ vero che dipende anche molto da facoltà a facoltà, alcune più internazionaliste di altre. Certo anche qui c’è la questione dei posti ambiti, soprattutto se siete in triennale. Le capitali di solito sono le più difficili, Londra e Parigi probabilmente sono quelle dove ci sono più richieste.

Finanziamento

Purtroppo qui la nota dolente. Il contributo erasmus ammonta a circa 230 euro (più gli eventuali contribuiti messi a disposizione dall’università che di solito però non superano i 50-60 euro). Per l’overseas si riesce ad ottenere qualcosina di più, ma considerato il viaggio e i visti, sicuramente sarà un esperienza molto più cara. Pensate che per uno student visa potete arrivare a spendere facilmente sopra i 300 euro. Aggiungeteci il costo del volo e magari il costo della vita più alto che in Italia e allora capite che si tratta di un grosso investimento. Per capire la differenza nel costo della vita rispetto all’Italia vi consiglio un paio di siti:

http://www.numbeo.com/cost-of-living/comparison.jsp

http://www.expatistan.com/cost-of-living

Alloggio

L’alloggio è di solito il principale problema. Molte università, soprattutto quelle più rinomate, offrono accomodazioni in campus o in studentati. Il costo potrebbe essere anche ingente. Un amica in Australia, a Wollongong, paga sopra le 200 a settimana (che non è neanche tantissimo, però si trova anche a meno). Io, ho accettato l’offerta che mi aveva fatto l’università di Helsinki, per cui pagherò 550 euro al mese per un mini-appartamento (16m2). Una mia amica, grazie però anche a conoscenze, a Berlino ha trovato per 270 euro, una stanza singola di 22 metri quadri, più grande anche di tutto il mio appartamento e alla metà del prezzo. Nonostante Helsinki sia più cara di Berlino, questa differenza sarebbe stata possibile essere colmata perdendo un po’ di tempo in loco. Affidarsi al mercato privato può essere conveniente soprattutto se si rimane lunghi periodi, ovviamente se si rimane 4 mesi, rischiamo di spendere una o due settimane in più d’ostello che magari ci rende la cifra totale spesa simile all’offerta dell’università ospitante. Quindi valutate bene.

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