La pura e cruda realtà


Il sole era già tramontato, qui servono appena pochi minuti per passare dal rosso fuoco del tramonto, alla profonda notte. Di fianco a me, a pochi metri di distanza, il lago di angkor wat, un lago artificiale di forma rettangolare dove i bambini sono soliti farsi il bagno, esso è circondato da una vegetazione ancora fitta, con alberi che sebbene non tropicali, hanno poco da invidiare a quest’ultimi per rigogliosità e varietà. Seduto su un tavolo, pasteggio con un piatto di riso bianco affiancato da un mix di verdure e da un mix di carne e qualche legume a me sconosciuto. Il sapore è orribile, però essendomi stato offerto da una famiglia per il quale anche una ciotola di riso può influire sul bilancio a fine mese, faccio qualche sforzo e finisco tutto il piatto ringraziando di cuore.

Angkor Wat, è questo il nome del complesso di templi forse più famoso al mondo. La sua scoperta da parte occidentale è avvenuta solo qualche secolo fa, prima durante la colonizzazione francese e poi ha avuto un notevole sviluppo nel dopoguerra. Angkor wat è composto da vari templi, il più famoso e il meglio conservato è il primo che si incontra venendo da centro di Siem Reap, il più grande è il successivo chiamato Angkor Thom. Entrambi incredibili, ma troverete altri decine di templi disseminati per la foresta, alcuni dei quali eguaglieranno in bellezza i primi due.

Spesso si sente dire che sono solo un mucchio di pietre, messe sopra l’una l’altra. Ci si può anche annoiare vedendo per tutto il giorno tutti i templi presenti nel sito. Quando si capisce, però, che quelle pietre sono lì da più di mille anni, quando si vede l’arte e i dettagli dietro ad ogni costruzione, si capisce di essere di fronte ad una delle creazioni umane più sbalorditive della storia. Le piramidi in Egitto, la cappella Sistina, Macchu Picchu, il Tal Mahal, sono tutte meraviglie che meglio rappresentano la creatività e il genio dell’uomo. Toccare una di quelle pietre, significa toccare una parte della storia umana.

Dall’altro lato ad Angkor Wat, che è il mio primo contatto con la Cambogia, potrete vedere anche una parte differente della storia, non solo il genio, ma anche la miseria umana,Quando ero in Australia ho capito cosa significasse essere l’ultimo del carro ed esser considerati tali dal resto della società, qui in Cambogia sto incominciando a capire, invece, cosa significa essere visto come il ricco bianco in vacanza. Significa essere perseguitati per tutta la permanenza da persone che vi sorrideranno perchè vogliono da voi dei soldi o di persone che vi chiederanno continuamente se vorrete comprare un loro oggetto. La cosa più triste e che mi ha colpito, è stato che anche bambini molto piccoli, al mio passaggio mi chiedevano “dammi un dollaro”, richiesta che non veniva dal solito mendicante sulla strada, ma da un bambino con una casa e una famiglia. Comincierete a diffidare di tutti, comincerete a credere che ogni locale voglia solo prendervi dei soldi o avere un profitto. Comincerete a credere che ogni persona ha una maschera, plasmata per i turisti, sotto la quale non riuscirete mai a vedere. Incomincerete a temere di vedere solo la facciata della Cambogia e non quello che vi sta sotto. Nonostante questo ben presto vi accorgerete che quello che pensavate essere solo una finzione, è più vero di qualsiasi cosa abbiate mai visto. Capirete che quando un uomo non ha niente o ha appena i soldi per sfamare la propria famiglia, non gli importa di ingannare o di svilirsi se questo gli serve per portare anche solo un dollaro in più in casa. Insomma capirete, che quando si ha l’acqua alla gola e si sta per affogare, l’uomo è portato ad aggrapparsi al primo appiglio che trova, qualche sia questo appiglio. Cosa c’è di più vero della pura autoconservazione dell’uomo, nostro primo istinto. Quando però, un uomo in questa situazione, è pronto a sottrarsi ad un piatto di riso o è pronto ad offrirti una birra, significa che per lui ci sono sentimenti più alti del semplice egoismo, per lui fare conoscenza ed essere ospitale sono più importanti dei suoi bisogni primari, capirete che anche quaggiù (e forse qua in Cambogia più che in altri posti), l’uomo è capace dei più bassi comportamenti e dei più alti valori, del più alto altruismo, ma è anche pronto ad ingannare il prossimo pur di guadagnare qualche soldo.

Questo ho scoperto ad Angkor Wat e nei miei primi giorni in Cambogia. Ho fatto amicizia con un addetto alla pulizia del tempio e di altri persone che vendono vari souvenir in uno dei tempi. Ho bevuto con loro qualche birra, ho cercato di capire per quanto possibile la loro storia. Sono stato invitato a casa di quest’uomo, al dire il vero una capanna, forse grande cinque metri per quattro. Cappanna in bamboo costruita con le proprie mani, nel quale viveva lui con la sua moglie e con i suoi tre figli (uno dei quali aveva una maglietta del Milan, ahah). Mi ha mostrato la sua casa con un po’ di vergogna, ma fieramente mi ha fatto sentire un po’ di musica cambogiana attraverso la sua televisione, unica cosa penso di valore in quella casa. Ho parlato, bevendo qualche birra, proprio come si è soliti in Europa, dopo di chè sono stato accompagnato fuori dal tempio seguito da un motorino in quanto la notte era già fonda e all’interno del tempio non ci sono certo lampioni.

Con la luna piena me ne torno nella mia camera, distrutto per la giornata passata pedalando in bicicletta. Angkor Wat, templio di antica costruzione, ha rappresentato uno dei passi più importanti per la mia crescita durante questo viaggio ormai lungo quasi un anno.

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Una risposta a “La pura e cruda realtà

  1. “La libertà è il diritto dell’anima di respirare, e se essa non può farlo significa che le leggi sono cinte troppo strette. Senza libertà l’uomo è una sincope”…WH

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