Bye bye Australia!


Quando vi scrivo sono già in maleodorante ostello di Kuala lumpur, i bagni sono tutt’altro che carini, la sala in comune è una terrazza arredata seguendo un certo stile “cinese” che da direttamente sui palazzoni che ricoprono questa città. L’impatto è stato molto forte e rispetto all’Australia e all’Europa si capisce veramente di essere in un altro mondo.
I miei ultimi giorni in Australia gli ho passati nel completo relax: dormire a più non posso, pasti fuori, girovagare un po’ e farmi un bagnetto nella piscina fornita dell’ostello. Insomma la mia è stata al dire il vero una vita da ostello. Sebbene sia stato in bei posti e sebbene avessi anche avuto la possibilità di fare un paio di belle escursioni, per la prima volta da quando ero in Australia, ho preferito starmene nell’ozio che vedermi nuovi posti.
Forse non ho scusanti, però voglio provare almeno a darvene una in quanto voi non sapete tutta la storia. Siete rimasti alla prima notte a Byron, beh non è andata come pensavo. Appena 5 minuti dopo che avevo scritto l’articolo con le grandi parole(posso dormire in spiaggia “sperando che non piova”) è cominciato un vero diluvio universale che si è protratto per tutta la notte. Ho girovagato, con le valigie dietro di me, per un paio di ore in cerca di un posto al coperto dove potessi dormire. Venivo inoltre da un viaggio iniziato alla mattina presto, da autostop e da chilometri fatti a piedi. Insomma, alla fine vedo un ristorante sulla spiaggia con un bel terrazzino ricoperto dove avrei potuto appisolarmi. Aspetto che il ristorante chiuda e mi piazzo in quel posto, abbastanza soddisfatto anche se stanco. Quella era la prima volta che dormivo da solo così all’aperto. Comunque, tutto sembrava andar bene eccetto quando nel mezzo della notte, la security arriva e mi dice un po’ imbarazzato che non potevo dormire lì. Avrei voluto dirli “ma vah”, però tacio e mi limito solo a rispondere “gli ostelli erano pieni e questo è il primo posto al riparo che ho trovato”. Utilizzo così la tecnica del compatimento e riesco in questo modo ad ottenere il suo aiuto. Salgo così nella sua macchina alla ricerca di un posto dove dormire. Dopo 15 minuti passati a vedere com’è la vita di un metronotte mi trova un posto dove avrei potuto dormire senza troppi problemi. Mi appisolo lì, ma solo per due ore visto che il sole stava già uscendo.
Dopo questa notte, penso potrete capire il mio completo chill out in ostello nei giorni successivi.
Byron bay comunque è un paese molto carino, molto vivo e pieno di giovani e soprattutto di backpacker. Troverete parecchi musicisti per strada, mercatini alla domenica, feste stile ozzie e una bella spiaggia con onde non troppo violente dove poter fare il bagno. Consiglio quindi una visita a chiunque in Australia.
Dopo esser stato una settimana a Byron mi sono diretto a Coolangatta, paese nel quale si trova l’aereoporto internazionale della Gold coast(sede di molti voli low cost per l’asia). Per arrivare lì, uso la ormai testata tecnica dell’autostop. Mi piazzo poco fuori Byron e aspetto che qualcuno mi prenda, aspetto sotto il sole cocente per diversi minuti, dopo quasi 30 e dopo un paio di persone che si sono fermate andando nella direzione sbagliata, si ferma la persona che fa al caso mio, il classico vecchietto viaggiatore. Il giovincello però non andava troppo lontano, così che dopo appena 10 minuti di viaggio mi lascia nuovamente appiedato. Insomma, per fare gli ultimi 80km d’Australia, avrò bisogno di altri due passaggi, l’ultimo dei quali (uno strano vecchietto stile hippie) mi lascierà 5 chilometri avanti la mia destinazione (ho provato a dirgli ” guardi penso che la strada era quella lì” ma non è bastato).
Coolangatta ha una bella spiaggia ed è una cittadina non troppo piccola, alla fine è praticamente la stessa cosa di Tweed heads, hanno due nomi diversi solo perchè una si trova in Queensland e l’altra in NSW.Gli ultimi due giorni li passo veramente solo stando in ostello e limitandomi a passeggiate di poche ore.
Vivendo così arrivo alla fatidica mattinata in cui avrei lasciato l’Australia, dormo tranquillo, non mi sento per niente stressato, non è come quando partì dall’Italia, ora so che mi aspetta una bella sfida, ma sono conscio che le maggiori difficultà verrano da me e non dal mondo esterno, se sarò abbastanza preparato il viaggio andrà bene. Con questa idea perlomeno mi sono svegliato. Mi alzo con l’idea di farmi a piedi i 3 chilometri che mi separavano dal mio volo (eh si, non avevo proprio voglia di spendere i 5,20$ per prendere il bus locale), unico conveniente: pensavo di sapere la giusta direzione, ovvero di seguire la costa, sì giustissimo, però non verso sud, ma verso nord. Così già in ritardo mi fermo a chiedere l’ora, il signore me la dice dandomi l’ora del Queensland e del NSW (hanno infatti due orari diversi in questo periodo). Così tanto per allungare il discorso e tanto per esser certo gli chiedo quale orario seguisse l’areoporto lì vicino: ero giusto, orario Queensland. Così mi incammino e dopo poco mi sento urlare dietro: “hei, are you going to the airport? He is going there[indicando un suo amico], so he can bring you and anyway you are going to the wrong direction”. Benissimo, scopro che stavo sbagliando strada e che probabilmente avrei perso l’areo se lui non me lo avesse detto, ahaha, non sarei riuscito neanche a raggiungerla l’asia. Così grazie a lui mi evito i 3 chilometri a piedi, evitando il prezzo del bus ed arrivando in orario all’aeroporto. Durante il viaggio gli chiedo che lavoro facesse e mi risponde che lavaora in construction e che quel settore è parecchio buono, così mi risponde che in quel settore il minimo è intorno ai 28$ l’ora… mmm, niente male per fare il muratore, gli rispondo onestamente che quella paga in italia è difficile prenderla anche da pluri-laureati. Comunque sebbene penso che fosse onesto sulla cifra, penso che quella cifra per un backpacker o uno straniero sia un miraggio, il massimo sentito se non sbaglio è stato sui 23 o 25 in construction e lo stava facendo una ragazza con inglese perfetto(e inglese perfetto intendo che capisci che non è australiana solo perchè parla un inglese migliore rispetto agli australiani) dopo due anni di whv in Australia.
Lascio così la terra dell’oro, o meglio, la terra del carbone e dell’Uranio, ovvia la terra delle opportunità. Lascio così l’Australia con nel cuore un po’ di tristezza ma con la ferma volontà di intraprendere un nuovo viaggio in terre per me del tutto nuove. E’ l’inizio del mio viaggio in Asia.

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4 risposte a “Bye bye Australia!

  1. Dopo aver letto tutti i tuoi post tutto d’un fiato mi vien da dire.. “wow che storia!!”.
    Complimenti davvero e “grazie del viaggio”, spero di poter fare qualcosa di simile al piu presto.
    In bocca a lupo per tutto…take care 🙂

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