Paura, paesaggi e deliri sulla great ocean road.


Ritrovarsi nel mezzo della notta, in cima ad un precipizio, con una tenda vecchia e usurata, con un cielo nuvoloso e quindi buio e vedere solo e soltanto centinaia di fulmini in lontananza unito ad un fortissimo vento non è una bella sensazione. Qualche giorno fa, durante il nostro viaggio lungo la strada costiera che collega Adelaide con Merlbourne, ci siamo ritrovati a campeggiare in un national park. L’idea, oserei dire geniale, era stata quella di piazzare un paio di tende in un lookout, in modo che si avesse una base solida per le tende e si godesse di un bel panorama. Il lookout era abbstanza vicino al parcheggio e il sentiero era pressochè una stradina sterrata facilmente percorribile a piedi. Quello che però è una stradina facilmente percorribile di giorno, diventa un incubo se bisogna percorrerlo al buio(e per buio intendo non esser in grado di vedere i propri piedi), con una pioggia e un vento portati dalle correnti provenienti dall’ antartico e dall’oceano. Insommma, come vi ho anticipato, nel mezzo della notte arriva questa tempesta, la tenda è rotta e per questo l’acqua comincia ad entrare, il vento soffia forte e noi non possiamo fare a meno di arreggere la tenda pensando che da un momento all’altro si apra in due. Ci si ritrova quindi che l’unica cosa da fare è quella di abbandonare la nave. Penso siano stati i 200 mentri più lunghi della mia vita, freddo alimentato dalla pioggia e dal vento, aumentato dall’attesa di fulmini, unica fonte di luce che ci permetteva di intravedere il sentiero tutto con la consapevolezza dei rischi derivanti da perderci in mezzo al bush vicino a una costiera a strapiombo.

Tutto questo è avvenuto a Queenscliff, un micro-paesino al confine tra Victoria e South Australia, prima vero bel posto costiero che secondo me si incontra venendo da Adelaide. Certo considerando che non ho un 4wd e che l’accesso in alcuni punti non è permesso neanche a quelli. La Flerieu peninsula (sud di Adelaide) non è male, paesaggi dorati con colline ripidissime e mare celestino. Le spiaggie purtroppo non erano proprio all’altezza, anche se vicino Victor Harbour si trova una caletta veramente molto bella. QSi è seguito la costa per quanto possibile, ma qui il mare è stagnante, il chè provoca necessariamente ristagno e spiaggie non eccezzionali. Ultimo posto degno di nota prima di raggiungere il confine con il Victoria è MtGambier. Una località che sorge alle cime di un lago vulcanico caratterizzato dal color dell’acqua di un blu intenso. Tutta l’area penso sia bella, piena di grotte e di bei paesaggi, purtroppo trasportato dalla fretta di mates bisognosi di soldi ho dovuto abbandorare frettolosamente questa città. Nel Victoria le spiagge cominciano ad essere spettacolari. Prima di raggiungere la Great ocean road si incomincia a rivedere le spiaggione oceaniche tipiche australiane per poi ributtarsi nell’entroterra per un oretta di macchina. Il primo contatto con la great ocean road è scioccante, la prima cosa che vedrete è la Bay of Islands, che secondo me ha poco da invidiare alla Ha long bay in Vietnam( ve lo saprò dire fra qualche mese). Continuando la strada vedrete una costa incredibile e come altre cose in Australia, inverosimile. I famosi 12 apostoli valgono tutto la loro notorietà. Superata la costa più fotografata d’Australia la great ocean road continua e secondo me la parte dopo è anche più bella. Montagne verdi tagliate dalla strada con una vista sull’oceano incredibile. Il mare azzurro, la strada e la vegetazione che ti circonda è quello che vedrete percorrendo questa via. Dopo una settimana di viaggio arriviamo finalmente(secondo me troppo frettolosamente) a Melbourne. Il quartiere prescelto per il nostro arrivo è Fiztroy. L’impatto è incredibile, questo quartiere è avanti anni luce rispetto a quello che avevo trovato a Perth o a Sydney. Forse è perchè era venerdì pomeriggio, forse perchè ora è estate, ma qui ho visto finalmente una città con un po’ di carattere(cosa che manca a tutte le città australiane). Potrò darvi un giudizio finale sulla diatriba Melbourne\Sydney solo quando raggiungerò quest’ultima.

Beh, sinceramente a volte preferisco veramente la solitudine. Viaggiare in compagnia ti può portare un monte di problemi e questa compagnia ne porta tanti. Il van soprattutto è disfatto, l’alternatore (che solo oggi siamo andati a cambiare) era quasi morto con il risultato che il van necessitava tutte le volte per ripartire di una spinta o di una ricarica con la batteria della macchina. Tutto va bene, ma quanto il van ti si ferma in salita vicino a una curva, un po’ di imprechi partono spontanei. Comunque penso che il viaggio si viva meglio con gli incovenienti, se avessi voluto un viaggio dove tutto andava liscio avrei scelto un tour organizzato (che ne so, un bel pacchetto viaggio di 8 giorni con primi tre giorni a Sydney giusto per recuperare dal jet lag, un giorno uluru giusto per vedere una roccia, un giorno cairns per dire di esser stato in una cittadina tropicale, due giorni melbourne e un giorno per great oceand road e pinguini addomesticati tanto per fare qualcosa).

Comunque tra un settimana lascio Melbourne, impiegherò un altra settimana per raggiungere Sydney nel quale rimarrò almeno fino alla fine dell’anno. Prima della mia partenza per l’Asia, fissata già per il 13 Gennaio, dovrò necessariamente vendere la macchina, speriamo che vada bene perchè so’ soldi.

PS- L’ultimo giorno il boss mi ha dato il secondo visto. Nonostante avessi lavorato 80 giorni mi sono stati abbonati gli ultimi 8. Non che fossi tanto intessato al visto, ma è meglio lasciare aperte più porte possibile per il futuro.

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2 risposte a “Paura, paesaggi e deliri sulla great ocean road.

  1. Leggendo la prima parte di questo capitolo di viaggio non posso certo negarti di aver provato sensazioni d’ansia; ma mi rendo conto che questi frangenti fanno comunque parte del pacchetto andando ad accumularsi all’esperienza che ti stai facendo, ma mi raccomando “da fratello maggiore” evita il piu’ possibile situazioni pericolose e ricordati il detto Fiorentino; Meglio avé’ paura che buscarne.

  2. Le tempeste qui fanno paura, ma non sono la cosa peggiore… in mare ci sono squali e meduse mortali, in giro ci sono serpenti mortali e ragni velenosi… ma queste non sono le cose che temo di più… quello che ho paura ora sono le correnti oceaniche, ti ritrovi a largo e non te ne accorgi neanche. E’ quella secondo me la cosa più pericolosa, considerando che il 99% delle spiaggie australiane non solo non ha sorveglianza, ma non ha neanche gente oltre a te.

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