Frammenti di un viaggio in solitario


“Vi siete mai chiesti cosa si provi a viaggiare da soli? A me spesso capitava, quando ero già in compagnia, di trovarmi in disaccordo con le scelte di viaggio, con i posti scelti da vedere, con la tempistica. Insomma, quando viaggiavo con altre persone c’era sempre qualcosa che non mi andava a genio. Mi ero però dimenticato, che uno dei motivi per cui ero partito da solo (oltre al fatto che nessuno voleva\poteva accompagnarmi) è stato anche quello di volermi godere a pieno quest’esperienza, senza nessuno legato per tutto il viaggio, senza essere obbligati a rispondere per qualucno. Fin qui qui il ragionamento semprerebbe filare, eccetto il fatto che poi trovandomi sul campo da guerra non abbia poi mai visitato i voli posti che volevo “da solo”. Bene o male accompagnato, nelle mie scorrazzate in Queensland c’era sempre qualcuno insieme a me. Nell’outback australiano erano addirittura quattro le persone che viaggiavano con me. I posti visti sono stati sempre inevitabilmente condizionati dalle altre persone e dai loro gusti e, non fosse altro, dalle loro scelte. Da Adelaide a Perth, storia recente, ero insieme ad una inglese, ottima ragazza, però quando vedeva un sentiero più lungo di 500m se ne tornava in macchina. Insomma bene o male che sia, il viaggio era stato sempre condizionato da altro, questo almeno fino ad oggi. Sono già passati tre giorni da quando sono partito in completa solitudine. Ogni posto che visito, lo visito perchè io ho deciso di vederlo. I tempi che gli dedico, sono tempi che io ho stabilito. Dove dormire, dove, quando e se mangiare lo decido per la prima volta io. Non posso dire che il viaggiare in completa solitudine sia meglio di viaggiare insieme ad amici o compagni, sono semplicemente diversi. Penso che tutte le persone abbiano bisogno di compagnia, prima o poi la solitudine si fa sentire e non è certo una sensazione leggera, s’incomincia veramente a non voler altro che parlare con qualcuno. Si incomincia letteralmente a sentire il bisogno di qualcuno con cui interagire. Insomma ha i suoi pro e suoi contro, come ogni cosa del resto”
13 Ottobre – Bunbury

“Il viaggio, sono passati solo attimi da quando sono partito o sono anni? Il silenzio è la cosa che più rimane impressa, il silenzio della memoria. Un videoclip che scorre inesorabile senza alcun sottofondo o rumore. Le immagini sono così tante e intense che che coprono qualsiasi altra cosa.Sono partito da solo, quei momenti sono rimasti impressi nel mio carattere, per la prima volta ho la completa consapevolezza di non dipendere da nessuno, sono solo”
15 Ottobre – Dunsborough

“Ieri sono arrivato a Margaret river, una cittadina che si trova nella parte sud occidentale dell’Australia. Questa cittadina famosa per essere un importante centro vinifero e quindi presentare buone opportunità nel campo del lavoro in farm, ha in sè anche un certo fascino turistico. Come tutte le città in Australia, la bellezza non viene certo fatta dalle vie o dall’architettura; come tutti i paesi di questa grandezza, la cittadina ha una via centrale dove si ripresentano i classici Subway, target, coles, oltre a due tre pub e a numerosi ristoranti. A fare la differenza in Australia sono però i luoghi dove queste cittadine sorgono. Io definirei la regione di Margaret river con il termine idilliaco, aggettivo che meglio la definisce. Questa cittadina si sviluppa in torno ad un fiume (il Margaret river appunto), costernato da fitti boschi di eucalipti. A cinque chilometri dal paese c’è la costa, costa perfetta per gli amanti del surf. Ho fatto diversi foto, ma penso nessuna di esse riesca a cogliere la vera bellezza del posto. In Australia mi è capitato qualche volta di commuovermi vedendo un posto. In questo caso però la sensazione era diversa, non so, qualcosa vicina alla paura. In realtà non era paura, ma era semplicemente la mia adrenalina che era salita a mille per il posto che stavo vedendo, potevo benissimo sentire le mie palpitazioni. Non è semplice da descrivere un posto del genere, considerate solo il fatto che raggiunto un punto rialzato vicino alla spiaggia, potrete osservare l’oceano e la costa fino all’orizzonte. La cosa strabiliante in questo posto sono le onde, onde che si vanno a sbattere al reef a 100 metri dalla spiaggia. L’unica cosa che vedrete saranno onde che si infrangono ovunque per decine di chilometri. Vedendo un paesaggio del genere, si riesce a capire quanto la natura può creare e quanto noi siamo insignificanti rispetto ad essa”.
17 Ottobre – Margaret river

“Ho deciso di barboneggiare meno, alla fine sono in vacanza e un po’ me la voglio anche godere, così la mattina ogni tanto mi fermo in un paesino sperduto e mi compro al forno qualche cosa da mangiare. I prezzi sono sempre altissimi e a qualità sono lontani anni luce da quelli italiani; ma mi stavo cominciando a stancare della solita mela al mattino. Oggi dovrebbero unirsi a me un paio di ragazzi, un italiano e una ragazza inglese, sono venuti a sapere che mi dirigevo in direzione Adelaide e mi hanno chiesto un passaggio. Non gli ho mai incontrati, ma stavano nello stesso ostello dove sono andato io in Perth e sono amici dei ragazzi ai quali mi ricongiungerò ad Esperance, per poi andare tutti insieme ad Adelaide.”
19 Ottobre – Denmark

“Sono finalmente tornato ad Esperance, ho incontrato gli altri ragazzi ora siamo in sette contando me. In totale siamo 4 italiani, un’inglese, un francese e un tedesco, proprietario del van. Qui ad Esperance ho trovato un bel tempo e ho finalmente potuto vedere questo parco con il sole invece che con il nuvoloso. Purtroppo a causa del tempo limitato non potrò starci a lungo, però sono già felice di aver almeno fatto il bagno in questo mare cristallino. Sinceramente penso che le spiagge di Esperance siano le più belle viste fino ad ora in Australia, certo c’è la Withsunday island, però l’accessibilità all’isola rappresenta sicuramente un problema. Qui ad Esperance abbiamo fatto amicizia con una famiglia, vicini di campeggio. Hanno tre bambini che sto cominciando a detestare. Si amichevoli e tutti, però quando con i loro piedini sudici entrano in macchina mia incominciando a imbrattare ogni cosa e a toccare di tutto mi fanno perdere la pazienza. Poi non c’è modo di buttarli fuori… sono sicuramente viziatissimi. Comunque a parte tutto, a volte è divertente passare del tempo con persone diverse da backpacker.. alla fine dopo un po’, incominciano tutti ad essere uguali. Ah, l’unica cosa sono una coppia di ragazzi italiani conosciuti a Margaret river, con cui ho fatto amicizia. La loro storia mi ha particolarmente colpito, quindi ve la accenno brevemente. Sono praticamente due fratelli(19 e 21 anni) partiti in Australia, uno dopo aver finito le superiori, l’altro dopo aver fatto un anno l’università. La loro storia mi ha colpito particolarmente non fosse per il fatto delle loro intenzioni e delle loro motivazioni. Sapete, qua in Australia si trovano parecchie persone che vogliono viaggiare per anni e quindi il loro piano di viaggiare per i prossimi 5 anni non mi ha colpito più di tanto. Quello che mi ha colpito era la loro volontà e la loro strategia. Insomma nelle loro parole potevo capire benissimo che erano due ragazzi che sapevano quello che volevano e sapevano anche come ottenerlo. Purtroppo questa è una qualità che ormai sta andando persa. Ne ho trovate veramente poche di persone in giro con questa mentalità.”
21 Ottobre- Esperance

“Sono tornato a lavoro! Il lavoro è riniziato lunedì, ma io prima di martedì mattina non sono riuscito a raggiungere Adelaide. I ragazzi che viaggiavano con me hanno avuto alcuni inconvenienti in viaggio e per inconveniente intendo Van che si spenge da solo e che fa fatica a ripartire in mezzo praticamente alla Nullarbur Plain, cioè a più di 1000 km da paesi con più di 100 abitanti. Dopo aver passato la notte appostati in un lookout, siamo riusciti il giorno dopo a raggiungere una roadhouse. Fortunatamente lì c’era un meccanico venuto apposta per aggiustare un camion, finito quello, gli abbiamo chiesto di darci una mano. Questo ragazzo così ci ha aiutato a farci ripartire il van non chiedendo neanche un soldo. Incuriositi sul prezzo,lui ci ha detto che solo per venire fino a quella roadhouse lui prendeva 1000 dollari tondi tondi( la benzina gli viene rimborsata dal governo) oltre ai soldi che prende per il lavoro effettivo. Quest’altri sono stati veramente fortunati. Sono stati fortunati anche in un altro senso, quasi tutti erano infatti arrivati ad Adelaide con pochi soldi in tasca, così sentendo qua dal mio capo, sono riuscito a piazzare tutti a lavorare. Aver trovato lavoro a 6 persone contemporaneamente penso non sia una cosa da tutti i giorni.
Comunque il lavoro è duro, anche se meno del pruning, è fisicamente più estenuante. Molti colleghi hanno accusato mal di schiena, mentre a me fanno male le gambe e non riesco a camminare propriamente. Purtroppo per tutto il giorno a lavoro bisogna chinarsi per potare la base della vigna, quindi a risentirci sono proprio gambe e schiena. Per non parlare poi del fatto ambientale. Qui il clima si sta facendo veramente caldo. Non voglio immaginare come sarà in estate.
L’idea era di cercare nel frattempo anche altri lavori che penso che avendo la macchina non siano difficili da trovare. Il problema è che, qualunque cosa accada, io il 20 Novembre avrò finito di lavorare. Quindi cambiare lavoro per 2 settimane non so quanto valga la pena. Ora darò un occhio in giro, casomai trovi qualcosa di più retribuito. Chiaramente voglio essere onesto e dir fin da subito le mie intenzioni di permanenza. Dopo lavoro arriverò in una settimana a Melbourne e da lì andrà una ventina di giorni in Tasmania. Penso di aver già trovato un paio di persone pronte ad aggregarsi a me.”
29 Ottobre – Two wells, Adelaide

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