Il risveglio chiamato Esperance



Non ci crederete mai, ma a meno di 48h dalla fine del lavoro ero di già in viaggio. Dopo le ultime sgocciolate di lavoro (si è fatto di tutto per far durare il lavoro più a lungo, nonostante ciò non siamo riusciti a concludere la settimana), giovedì alle 1 e mezza eravano di nuovo disoccupati. Le ultime due settimane abbiamo cambiato attività, non più pruning, potatura dei vigneti, ma bensì wireleding(se non ricordo male il nome). Ok, questo lavoro è pressoché ridicolo. Il lavoro consiste nel camminare per la farm abbasando dei cavi, cavi che reggeranno poi i rami delle vigne. Questo significa camminare per nove ore di fila con ai piedi degli stivali su un terreno che non è certo uguale a quello da jogging. Messa così potrebbe anche sembrare dura, però bisogna considerare che siamo in un paese nel quale la maggiorparte dei lavori viene svolto con 3 volte la manodopera che viene usata in Italia. Questa regola non viene smentita neanche nei campi negrerieri del sud australia, mentre uno “lavorava”, cioè camminava a due allora fermandosi ogni 5 minuti a riflettere sul senso della vita, l’altro stava letteralmente a farsi i cavoli sua sul telefono. Insomma ci siamo impegnati ad andare il più lento possibile, nonostante questo siamo risultati 3 volte più veloci di quelli dell’anno prima. Comunque tornando al tema centrale del post, il viaggio. Giovedì il lavoro finisce, così tornando a casa si festeggia comprando un paio di bottiglie di vino italiano (un chianti classico del 2007 e un montepulciano d’abruzzo del 2009). Il chianti me lo finisco quasi da solo, inutile sottolineare che è stato il miglior vino assaggiato fino ad ora qua downunder. La stessa sera trovo un annuncio su gumtree, un passaggio da adelaide a perth offerta da una ragazza inglese. Non mi faccio perdere l’occasione e la contatto. Lei voleva a tutti i costi partire venerdì, il giorno seguente, giorno nel quale io dovevo sbrigare diecimila cose, tipo andare in banca, lavare tutti i vestiti e pulire la tenda dove ho vissuto per due mesi e comprarmi un nuovo caricabatteria(andato distrutto oramai da mesi). Insomma riesco a convincerla ad aspettarmi e così la sera la incontro offrendogli di venire a mangiare da noi. La stessa sera era infatti in programma una cenina particolare, un po’ anche per salutare gli altri e il mio amico italiano(Armen) che mi ha accompagnato quasi sempre durante questi miei mesi in Australia. La cena consiste in un bel chilo e mezzo di rigatoni al ragù di canguro accompagnato dal vino abruzzese acquistato il giorno precedente. Risultato eccezionale, praticamente uguale(se non meglio) della pasta al cinghiale( sto esagerando… ). Mi sto di nuovo perdendo in particolari inutili, insomma la convinco a partire la mattina dopo visto la scorpacciata fatta e così alle 8 e mezzo del giorno seguente ero di nuovo in viaggio.
In un paio di giorni abbiamo attraversato la Nullarbour plain, una pianura dove non c’è assolutamente niente, le distanze sono spaventose. 2000 km senza segnale, intervallate da qualche roadhouse qua e in là e da qualche carcassa di animale. La cosa straordinaria di questo deserto è la sua costa, almeno una volta bisogna affacciarsi (dalla strada non si riesce a vederla). Essa è praticamente un burrone a strapiombo di cento metri che si protrae per tutto il deserto, vedrete questa scogliera per migliaia di chilometri.
Dopo due giorni guidando interrottamente sono giunto alla prima destinazione, Esperance. L’arrivo in questa città può essere riassunta dal suo nome. “Speranza”, sono giunto di buio, non so cosa effettivamente abbia da offrire, so solo che esse si vanta di avere le più belle spiaggie d’Australia. Speranza nel senso che finalmente dopo mesi passati a lavorare in farm, spero di poter finalmente trovare paesaggi all’altezza dell’Australia.
Questo sarebbe stato un ottimo finale(insomma), lo rovinerò aggiungendo un ultimo appunto. Questa inglese con cui viaggio mi sembra abbastanza una cretina, è tipo una fondamentalista cristiana (penso cattolica) che va in giro con una croce sul cruscotto e una tatuata sulla mano. Senza considerare il fatto che può essere etichettata come un inglese rozza. Lo so che a voi sembra una ripetizione (come se dicessi “come una rozza rozza”), però serve per rafforzare il concetto.
(PS dai scherzo, solo perchè ruttano liberamente non vuole dire che siano un po’ rudi).
Ultima cosa ancora, vorrei porgere un saluto ad Armen, l’amico di cui vi ho parlato. Di sicuro il più atipico degli italiani incontrati fino ad adesso, ma con il quale ho trascorso delle ottime vacanza e grazie al quale lavorare in farm è stato 10mila volte più facile.
Concludendo vi anticipo che forse comprerò la macchina con la quale sto viaggiando ora, 2500 dollari, Ford Falcon abbastanza nuova con 260k chilometri e soprattutto a Gas(si spende almeno la metà rispetto al benzina). Ora devo solo prendere il coraggio di fare il grande passo.
Vi lascio con un paio di foto.

Una risposta a “Il risveglio chiamato Esperance

  1. Hi man!!! 🙂 Ottimo risvolto a quanto ho capito…il Chianti poi…altra storia!!! Peccato che sia cattolica…appena “scarichi” il soggetto vedi di spiegarle un pò come la pensi, e falle capire che è in viaggio con il “To Be Rude” per eccellenza!!! ahahah buon proseguimento, a presto amico…bye bye ps: ti lascio con questa: “Non abbiamo la possibilità di fare molte cose nella vita, ma ognuno di noi dovrebbe eccellere. Perché questa è la nostra vita” Steve Jobs!!!

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