In giro per l’Australia


Piccolo post di svago. Stavo leggendo l’introduzione della guida Lonely planet, quando la mia attenzione viene a un certo punto attirata dalla parola “itinerario”. Già, mi sono detto, come mai ancora non ho fatto un itinerario dettagliato di tutte i posti che voglio visitare in Australia? Dopo esserci stato a pensare una decina di secondi, la risposta è venuta quasi da sè “come posso fare un itinerario se per cercarmi lavoro dovrò forse andare in posti sperduti nel bush australiano, dove magari l’unica attrazione sarà una barista di cento venti chili che parla nel peggior slang australiano possibile (dalle mie parti una ragazza del genere viene chiamata “la camionista”)”.  Itinerario significa “la via da percorrere”, però non so certo quale sarà la mia via da percorrere, e forse è anche per questo che ho scelto di fare questo tipo di esperienza… in altre parole Libertà assoluta!(o quasi).

Insomma, stavo leggendo la Lonely planet quando leggo la parola “itinerario”.. Uno degli itinerari che mi ha affascinato di più si chiama “the great loup” e prevede il giro completo dell’Australia per un totale di circa 16 mila chilometri e una durata consigliata di circa sei mesi. Questo giro prevede di partire da una città (che solitamente è Sydney, ma che può essere qualunque altra città costiera) e di fare ritorno in quella facendo tutto il giro esplorando tutte le coste australiane. Per cui ad esempio partendo da Sydney, potresti farla sia in senso orario che anti-orario; nel primo caso si parte quindi con la macchina magari comprata a King cross, e ci si dirige lunga la costa del NWS fino al confine con il Victoria, per poi arrivare a Melbourne. Da qui si può decidere se avventurarsi magari in Tasmania oppure se proseguire la corsa verso il West. Ecco che la Grat ocean Road ci può portare fino ad Adelaide attraverso uno dei paesaggi costieri più belli al mondo (strada dalla quale si possono osservare i famosi 12 Apostoli). Arrivati ad Adelaide, magari dopo aver fatto una breve tappa alla Kangaroo Island, si prosegue verso Port Augusta, la porta verso l’outback austaliano e verso il Western Australia. Scegliamo di seguire per Perth e andiamo incontro ad una costa talmente piatta e ripetitiva da far credere di avere un miraggio per la sua immensa vastità e maestosità .

Costa da Adelaide a Perth

Ecco che dopo migliaia di chilometri ci ritroviamo nella città più isolata al mondo, Perth. Siamo nel Western Australia, forse la parte meno battuta e contemporaneamente più bella dell’Australia. In questa regione vi sono migliaia di spiagge e nelle zone più a nord, il deserto rosso australiano viene a contatto con l’oceano creando effetti incredibili. Per non parlare di Monkey Mia, una spiaggia dove abitualmente i delfini sono soliti arrivare fino a costa a farsi toccare dai turisti (sì, questo è fin troppo turistico;) ), ma sempre nelle vicinanze di Monkey Mia ci sono diverse penisole e insenature nelle quali è possibile trovare numerose tra le spiagge più belle al mondo. Proseguendo per nord e raggiunta Broome, si arriva alle porte del Kimberley . Questo regione, resa famosa da un film hollywoodiano, è caratterizzata dalla presenza del deserto, di numerosi canyon, fiumi, laghi, cascate e catene montuose erose dal tempo.

Kimberley

Ma proseguiamo il nostro giro virtuale dell’Aussie. Siamo rimasti alla parte nord del Western Australia, dove c’è una temperatura media di 22 gradi con picchi estivi di 45 gradi. Da questa regione ci si muove verso il North Territory, dove possiamo trovare Darwin e il limitrofo Kakadu park, da molti definito come il parco nazionale più bello d’Australia. Possiamo decidere una volta raggiunto Darwin di abbandonare la costa e di immergersi nell’outback australiano al fine di raggiungere il più blasonato dei monoliti al mondo, ovvero l’Uluru o anche conosciuto con il nome di Ayers Rock(non vi posto alcuna immagine tanto sanno tutti com’è fatto). Per vedersi questo simbolo australiano occorre farci quasi duemila chilometri di deserto che equivalgono a 25 ore di macchina da fare in una delle zone più calde del pianeta. Dopo aver vissuto per qualche giorno il deserto australiano si avrà voglia altro che di un bel bagno, per questo motivo Tribulation Cape e Cairns rappresentano la tappa successiva naturale. Tribulation cape è la penisola dove la foresta pluviale incontra il reef della Grande barriera corallina. L’effetto prodotto è straordinario.

Tribulation Cape

Da Cairns torneremo infine in direzione sud attraversando il Queensland e numerose spiagge paradisiache per i surfisti e per la vita notturna (c’è anche una città che si chiama Surfer Paradise a conferma della mia definizione). Qui magari si trovano cittadine molto turistiche e a volte anche fin troppo pacchiane, però molte di queste offrono numerose attività come le escursioni sulla barriera corallina o su qualche isola stupenda nei dintorni (cito ad esempio la Whitsunday Island). Ecco che una volta giunti a Sydney abbiamo terminato il nostro giro.

Ecco quei sei mesi che inizialmente mi avevano stupito sono adesso comprensibili anche solo guardando i posti che ho descritto. I climi sono così diversi che ci fanno comprendere che l’Australia più che un paese è un vero e proprio continente. Ecco che dire 16 mila chilometri non rende l’idea, perché è una grandezza aldilà della nostra comprensione. Per farvi comprendere quanto è lunga la strada per fare il “great loup”, provate a dividere i 16 mila chilometri per i giorni che pensate di impiegarci. Ebbene  i risultati sono secondo me sorprendenti: se uno vuole fare il giro completo dell’Australia in 6 mesi uno dovrà fare 90 chilometri di media al giorno, se uno lo vorrà fare in 3 mesi i chilometri di media al giorno saranno 180, in un mese quasi 600 km di media al giorno. Ecco che quindi impiegarci un mese per fare il giro significa fare un vero e proprio endourance automobilistico, al livello di una Parigi-Dakar(se non peggio). Ma consideriamo l’ipotesi consigliata dalla guida, cioè i 6 mesi per fare tutta la tappa. In questo caso i chilometri al giorno sarebbero 90, una cifra che rimane plausibile. Però pensiamo che nella parte nord questi novanta chilometri vanno fatti in una strada sterrata, che se decidiamo di fermarci in un posto per due o tre giorni, poi dovremmo il quarto giorno fare 300 chilometri e così via non per una ventina di giorni , ma per sei mesi di fila. Capite che questi sono ritmi veramente alti, ritmi che, secondo me, poche persone al mondo hanno avuto la fortuna di provare.

Dopo questo post molto divagatorio, vi siete fatti un po’ l’idea del viaggio che vorrei fare. Sotto ho tracciato un itinerario molto provvisorio di quello che vorrò fare io. Sono circa 14 mila chilometri, risparmio quindi un duemila chilometri e un mesetto rispetto a quelli indicati prima. Però molto dipenderà dal tempo a mia disposizione (che molto dipende da che tipo di lavoro riuscirò a trovare).

PS- Ho rivoluzionato questo post. Ora mi manca una settimana dal viaggio, e non vedo l’ora. Magari tra un anno potrò fare il confronto fra questa: che è la mia idea iniziale, con quella che sarà poi il mio viaggio. Chi vivrà, vedrà.

Alla prossima

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